Mentre scrivo nevica, mi sono svegliata questa mattina con un paesaggio completamente innevato, benché io abiti in pianura padana.

E’ un lunedì mattina, ma siamo ancora nel periodo delle feste.

Ho un cliente da chiamare, ma avrei voglia di rintanarmi nel divano con una copertina sulle gambe e un libro in mano.

Ho strategie, pianificazioni e programmazioni da pensare e scrivere, ma sto sfruttando più che posso questi giorni festivi (e zona rossa) per riposare e godermi la tranquillità.

Quante contraddizioni, in questo lunedì!

Ma va bene, viviamoci anche le contraddizioni e leggiamole come un modo per capire dove sta il giusto mezzo, grazie alla consapevolezza degli estremi.

Lo vogliamo davvero fare un bilancio del 2020?

Siamo arrivati dunque alla fine di questo anno pazzesco. E in questo “pazzesco” ci metto dentro tutto, perché ora non ce la posso fare a ripercorrere tutto quello che è stato e che è tutt’ora.

Solitamente questo periodo dell’anno è dedicato ai bilanci e ai progetti. Lo vogliamo davvero fare anche quest’anno?

Rispetto ai bilanci, verrebbe immediato pensare che il bilancio di questo 2020 sia totalmente negativo. E non serve che ti spieghi il perché. Ma se guardiamo alla tua storia personale, alla tua vita quotidiana, non c’è davvero niente che si possa salvare e mettere sul piatto delle cose positive?

Non lo so se è vero che questo periodo allucinante ci ha reso persone migliori, so solo che io in tutti questi problemi ho cercato più che potevo di tirarci fuori le gambe e vivere le situazioni in modo costruttivo. Certamente sono nella schiera dei fortunati, e già partire da questa consapevolezza e gratitudine, mi fa mettere molte cose sul piatto della bilancia delle cose positive.

Sto bene di salute, e così anche le persone a me care. Vivo in una casa che amo con mio marito che amo. Lavoriamo entrambi. Ho libri da leggere, dolci e pizze da cucinare, film e serie tv da vedere. Posso uscire a fare la spesa e al supermercato trovo sempre quello che mi serve. Io direi che messa così, posso essere grata di tante cose.

La mia mamma diceva sempre (in dialetto, padovano): ” Ghe xe sempre chi che sta pezo” (trad: c’è sempre chi sta peggio) che era il suo modo un po’ terra terra di farmi rendere conto che anche tra tante difficoltà e scoramenti, potevo rendermi conto che potevo considerarmi sempre più fortunata di tante altre persone alle quali erano toccate sofferenze ben maggiori.
E me lo dico anche adesso, ben consapevole che è vero.

Quindi, tornando al nostro bilancio, proviamo davvero a soppesare le cose e a trovare qualcosa che non dico ci faccia gioire, ma ci faccia quantomeno sentire grati.
Poi da questo possiamo partire per capire altre cose: come quelle che sono davvero preziose per noi, e quelle che magari si sono rivelate poi non così importanti.

Senza progetti viviamo come le piante.

Ora, senza nulla togliere alle piante, che sono bellissime, preziosissime, e fanno tanto bene al mondo e a noi, loro come unica attività hanno quella di vivere. Trascorrere la loro vita a fare quello che sanno fare, superando stagioni e intemperie.

Se siamo qui tutti i giorni a sopravvivere, a fare quello che sappiamo fare, avendo come unico scopo quello di portarci a casa la giornata, allora siamo come le piante.

E capisco che in questo momento già sopravvivere per qualcuno possa sembrare già un obiettivo non da poco, allargo il pensiero e penso un po’ più genericamente. Credo che, soprattutto dopo un anno come questo, abbiamo il dovere di fare dei progetti.

“Ma come!? Progetti? Ma se non sappiamo niente di come andrà il mondo! Se non sappiamo neanche se fra due settimane potremo uscire di casa oppure no! Cosa vuoi metterti a fare i progetti… Tze…”

Ebbene sì, progetti. Lo so bene che il futuro è un’incognita. Che a questo livello di ottimismo possiamo aspettarci qualche altra catastrofe mondiale, ma penso anche fortemente che, nonostante tutto, siamo chiamati a continuare ad evolvere, in qualsiasi condizione. Anche durante una pandemia.

E questa evoluzione riguarda chi siamo e chi vogliamo essere. Sono questi i progetti di cui parlo. Decidere come vogliamo essere, la vita che vogliamo fare, come ci vogliamo sentire. E questa è una cosa che è in nostro potere, indipendentemente da quello che succede intorno a noi.

Quindi ben vengano i progetti in zona rossa (o arancione o delcolorechevuoitu). E mettiamocela via se ci vengono adesso, e ci sentiamo i soliti caproni che aspettano il capodanno per le ripartenze, mentre tutti intorno ci dicono che ci facciamo prendere dalla smania dei buoni propositi e dei nuovi inizi. Pazienza, è così: siamo allo scavallamento di questo anno (mi risparmio l’aggettivo, pensa tu quello che vuoi), e ne aspettiamo un altro. E ci viene voglia di novità. Che male c’è? Che questo Capodanno sia per tutti un pretesto per darci una rinnovata!

(Se ti interessa questo tema, ho scritto questa serie di articoli dedicati agli obiettivi e come raggiungerli. Te li raccolgo tutti qui.)

Quindi, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai capito cosa intendo: che persona vuoi essere? Con quali sentimenti vuoi alzarti al mattino o andare a letto la sera?

Potrebbe sembrarti che ti stia parlando di fuffa. Ti sembra che io abbia scritto un classico discorsino astratto da pseudo-guru?O pensi che io stia esulando troppo dall’argomento che mi compete, ovvero l’organizzazione personale?

Secondo me l’organizzazione personale qui c’entra parecchio!
Perché può rappresentare un efficace e validissimo strumento per fare dei progressi nell’evoluzione che desideriamo.

Avere una vita meno stressata, svegliarsi con più motivazione ed entusiasmo, andare a dormire con maggiore soddisfazione, sentirsi bene a casa propria, avere il tempo per fare le cose che piacciono, coltivare le relazioni in modo sereno, fare quello che si deve fare con maggiore comodità… non ti sembrano bei progressi? Aspetti che, se introdotti nella tua vita, te la renderebbero un po’ più serena, dandoti la possibilità di affrontare la quotidianità in modo più piacevole?
Pensa un po’: sono tutti aspetti che si possono migliorare con l’organizzazione personale.

Quindi, virata promozionale a parte (vai a vedere il mio sito se davvero vuoi saperne di più! www.sarabettella.it) con questo mio articolo il mio scopo è proprio quello di sottolineare come, anche alla fine di un anno come questo, possiamo trarre insegnamenti e motivazioni per la nostra crescita come persone. Anche dopo un anno difficile, dove in piani sono saltati, dove siamo stati costretti a cambiare tante cose, in cui certe abitudini o desideri hanno dovuto lasciare lo spazio a obblighi o possibilità, possiamo leggere la nostra storia e recuperare aspetti che ci hanno fatto crescere, cose che abbiamo imparato, cose su cui vogliamo crescere e imparare. Nostri aspetti caratteriali che abbiamo capito essere preziosi, oppure da ammorbidire. E’ stato così solo per me?

Sarei felice di sapere cosa ne pensi, scrivimi se ti va (info@sarabettella.it), oppure seguimi su Instagram e Facebook dove certamente approfondiremo questo discorso.

Bilanci e progetti servono a farti sentire che la vita ti appartiene, che ne sei protagonista. Falli quando ti pare, a dicembre, a gennaio o a luglio. Ma falli.

La brutta notizia è che il tempo vola.
La buona è che il pilota sei tu.
Michael Altshuler