Ogni casa è un mondo a sé. E ogni persona o famiglia che la abiti ha le sue esigenze, preferenze e necessità.

Nel mio lavoro è fondamentale tenere conto di tutto questo. Per questo motivo le soluzioni organizzative che possono andare bene per qualcuno non vanno bene per qualcun altro.

Nella mia esperienza però ho osservato che se le soluzioni sono sempre diverse, i problemi riscontrati spesso sono simili. Ho individuato quindi alcuni luoghi della casa che ho definito i “punti critici” che statisticamente sono i più difficili da gestire in termini di ordine e organizzazione.

Vediamo quali sono questi punti critici e quali possono essere consigli e accorgimenti utili per trasformarli da “critici” a “strategici”!

L’ingresso

Questa parte della casa è forse una delle più sottovalutate, al punto che in certe costruzioni, magari più moderne, viene addirittura eliminata, a favore di una immissione diretta dalla porta di casa all’ambiente del living o soggiorno.

Invece, sia dal punto di vista simbolico che dal punto di vista pratico, l’ingresso è un ambiente importante con delle funzioni specifiche. Rappresenta la zona di passaggio dall’esterno all’interno (e viceversa) quindi ha la funzione di rappresentare il punto in cui lasciamo il mondo esterno per entrare nella nostra casa e anche il contrario, quando lasciamo la nostra casa per uscire. Questo è il punto in cui diamo la prima accoglienza agli ospiti e anche l’ultimo luogo nel quale stiamo prima di uscire e il primo nel quale arriviamo quando rientriamo.

E come mai diventa un punto critico?

  • Perchè quando entriamo in casa con qualcosa in mano (che sia la posta o il borsone dell’attività sportiva) lo appoggiamo in ingresso, e lì resta.
  • Perchè in ingresso posizioniamo qualcosa che vogliamo ricordarci di portare via o di eliminare, e lì resta.
  • Perchè quello in sostanza è il luogo sospeso, in cui le cose dovrebbero avere un passaggio veloce e invece restano ferme a fossilizzarsi.

Ecco, l’ingresso è per sua natura un luogo in cui non devono sostare troppo a lungo le cose che hanno una precisa destinazione o collocazione. Il borsone della palestra puoi appoggiarlo lì quando rientri affamata, ma poi nel giro di poche ore va svuotato. La borsa di vestiti da donare puoi sistemarlo in ingresso per ricordarti di portarlo all’associazione di beneficienza, ma se temi di dimenticarlo metti un bel biglietto di promemoria sulla porta.

L’ingresso può diventare un punto strategico se ben attrezzato, così da diventare un ambiente complice della praticità che cerchi quotidianamente. Per organizzare l’ingresso possono essere utili:

  • Un piano d’appoggio su cui collocare uno svuota-tasche, per le chiavi di casa e della macchina, e un raccoglitore per la posta in ingresso.
  • Un mobiletto, con piccole ante o cassetti, che possa contenere alcuni accessori che ti possono servire prima di uscire (i guanti d’inverno o gli occhiali da sole) o per esempio le borse per la spesa che devi portare via con te quando vai al supermercato.
  • Un attaccapanni dove posizionare i cappotti e la borsa al tuo rientro.
  • Una scarpiera o una piccola postazione, come per esempio una panchetta, dove lasciare le scarpe.

Con qualche accorgimento quindi l’ambiente dell’ingresso può diventare più funzionale, ma ricordati che non c’è strumento organizzativo che possa fare il miracolo se non parti dall’idea che tutto dipende dal tuo comportamento e dalla tua assunzione di responsabilità!

La causa e la soluzione del tuo disordine

La seconda stanza

A me verrebbe da dire “beato chi ce l’ha”, ma poi chi ce l’ha veramente molto spesso si ritrova con un grosso problema di disordine da risolvere. La seconda stanza o comunque la stanza in più, che non è di nessuno in particolare ha purtroppo il destino di diventare il rifugium peccatorum della casa e trasformarsi ben presto nella stanza della vergogna.

Come mai si arriva a questo punto?

  • Questa stanza non ha una funzione specifica e quindi tutto è legittimato ad entrarci e niente è adatto a stare lì.
  • Lì ci finiscono tutte le cose che non sappiamo dove altro mettere e che abbiamo a volte la necessità di nascondere al mondo.
  • Diventa il nascondiglio per lo stendino e la biancheria da piegare o stirare.

Come risolvere quindi? I consigli che posso dare solo ovviamente generici, perché come dicevo all’inizio le soluzioni posso essere solo personalizzate, ma in generale è utile:

  • Definire la funzione di quella stanza: voglio che sia il mio studio? Voglio che sia la stanza a uso lavanderia? Può essere anche entrambe le cose insieme, ma devo deciderlo! Se lo decido infatti, potrò allestire la stanza con quello che serve.
  • Una volta definita la funzione (o le funzioni) di quella stanza valuterò gli spazi e i mobili in essa contenuti. Mi sono utili per quello che mi serve fare? Magari sarò necessario acquistare qualcosa o eliminare qualcos’altro.
  • Tutti noi che non abbiamo (ancora) l’asciugatrice dobbiamo convivere con lo stendino. E su questo non possiamo farci niente. Riserviamogli però un luogo che non sia di passaggio, che non sia in mezzo alla stanza rendendo scomodo tutte le altre cose che vogliamo fare. E anche per la biancheria: decidiamo un posto definito nel quale posizionare la biancheria da piegare e stirare: in ripiano di un mobile, un cesto, un cassettone… E se non riusciamo a provvedere alla biancheria in modo regolare, usiamo la tecnica “usa un segnale“: raccogli la biancheria in un cesto? Ok, quando quel cesto è pieno quello è il segnale che è il momento di piegare la biancheria.

Armadio

Questo è un altro dei punti critici, nel quale è molto facile accumulare disordine. Soprattutto perché, come abbiamo visto nel caso della seconda stanza, potendo chiudere le ante nascondiamo la situazione e lasciamo tutto il disordine lontano dagli occhi!

Potrei parlarne per ore e ho scritto diversi articoli sull’organizzazione dell’armadio, puoi trovarli qui!

Organizzazione armadio: come riporre i vestiti

Le superfici

In questo caso non si tratta di un ambiente della casa, ma di un elemento che ritroviamo in diversi punti della casa, e cioè i piani d’appoggio per esempio in cucina, in soggiorno, in bagno… O anche il pavimento stesso.

Le superfici in disordine sono un grande punto critico, e basta davvero pochissimo perché la situazione sfugga di mano. Come mai?

  • Lasciamo in giro gli oggetti perché non abbiamo deciso cosa farne. Non sappiamo se tenerli, se buttarli e se li vogliamo tenere non sappiamo dove metterli.
  • Gli oggetti restano sparsi in giro perché dopo averli utilizzati non li rimettiamo al loro posto (nel caso ne avessero uno).
  • Appoggiamo qualcosa da qualche parte perché è un oggetto in sospeso, che non deve rimanere lì stabilmente ma che dovrà presto andare altrove.

E’ facile intuire che anche stavolta le soluzioni prendono due strade:

  • da una parte c’è l’organizzazione dello spazio: assegnare un posto a tutte le cose, decidere un posto definito nel quale raccogliere le cose che devono uscire, o che aspettano la loro destinazione.
  • Dall’altra ci sono i comportamenti: non rimandare le decisioni riguardo ad un oggetto: lo tieni o no? E quando hai usato una cosa mettila al suo posto.

Di queste “regole” tanto semplici quando fondamentali ho parlato in un mio articolo del blog che si intitola “I miei consigli per una casa organizzata” e anche in una mia diretta Instagram che puoi rivedere qui.

Riuscire a riportare e mantenere un sano ordine in casa è un processo complesso, che riguarda diversi aspetti sia pratici che comportamentali, come abbiamo visto. Spesso ci si prova da soli ma non si riesce ad avere le intuizioni giuste ed uscire da certi meccanismi. In questo caso avere l’aiuto di una professionista dell’organizzazione può essere davvero la spinta che serve per realizzare il cambiamento che serve e raggiungere finalmente l’obiettivo desiderato: vivere in una casa nella quale ci si senta felici e soddisfatti!

Se vuoi, io ci sono.

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