Qualche giorno fa, durante l’intervento a casa di un cliente per la riorganizzazione del suo armadio, ho nuovamente realizzato la potenza del decluttering. Dico “nuovamente” perché per me è una pratica che si presenta spesso nello svolgimento del mio lavoro, ma ogni volta che mi ci ritrovo davanti è una nuova e forte conferma.

Nella riorganizzazione dell’armadio di questo cliente siamo passati per le tappe classiche di riordino: svuotamento, pulizia, selezione e riorganizzazione. Al momento di selezionare gli abiti questo mio cliente mi ha stupito per la velocità con la quale decideva quali abiti tenere e quali eliminare. Mi è stato evidente che era arrivato all’incontro con me dopo aver già ampiamente maturato dentro di sè il desiderio e l’intenzione di fare quel cambiamento, sentiva chiaramente che era il momento di fare qualcosa! Quindi io ho semplicemente favorito e accompagnato questo suo percorso.
E qui arriva un concetto fondamentale:

Fare decluttering vuol dire prendere decisioni

Quante ne prendiamo nella vita di tutti i giorni? In una vita intera? Alcune sono importanti e determinanti, alcune cambiano per sempre il corso della nostra vita, altre invece sono piccole e quotidiane, e molte le prendiamo quasi senza accorgercene.

Ora, io non mi addentrerò in una analisi psicologica ed emotiva del processo decisionale, perché non è di mia competenza. Ma ne parlo per quello di cui ho fatto esperienza diretta nella mia vita e nel mio lavoro.

Quando ci si trova nella situazione del mio cliente, e comunque in ogni altro caso in cui si voglia selezionare le proprie cose, si deve decidere: questo lo tengo, questo lo butto, questo lo regalo. Sembra una banalità detta così, ma chi lo sperimenta o ci è passato può confermare che non è affatto facile.

Prima di tutto subentrano nostalgie e sentimenti, per cui staccarsi da qualcosa ci far star male, poi vengono dubbi e paure “E se poi mi serve?”. Come per ogni altra decisione da prendere nella vita, la fatica è tutta qui: decidere.

Quali possono essere allora i passi da compiere per riuscire a prendere le decisioni nel fare decluttering (e magari anche nella vita)?

  • Porsi le domande giuste: prima di agire, occorre riflettere. E indagare le possibilità e le ragioni per cui prendere una certa decisione. In questo caso le domande utili sono: “Lo uso spesso? Mi sta bene? Mi piace? Se lo perdessi lo ricomprerei?” …
  • Rispondere sinceramente: nessuno giudica le tue risposte, è importante però che tu senta che sono risposte sincere e che non nascondano in realtà le paure che dicevo prima. Di fronte ad una chiara evidenza oggettiva (non ci entro più, è consumato) è più facile rispondere, ma lo sarà anche di fronte alla pura verità (per te).
  • Accettare che se scegli una cosa, devi rinunciare ad un altra: questo vale per tutto. E vale anche qui. Banditi i “sì però”, “ok ma anche”. Tenere significa impegnare spazio e tempo, eliminare significa liberare spazio e tempo. E’ molto difficile tenere tutto e sperare di liberare spazio e guadagnare tempo.
  • Pensare al presente, non pre-occuparsi: mi rendo conto che questo è molto difficile e lontano dal pensiero comune, ma è una bella chiave di svolta. Il “E se poi mi serve?” non deve fare paura. Tu decidi adesso, per le necessità che hai adesso, per la persona che sei adesso. E’ questo quello che conta. Non ti pre-occupare di una eventualità che adesso non esiste. Se e quando ti servirà qualcosa te ne occuperai in quel momento e troverai la soluzione! Questo vale per tutte quelle cose che sai bene che non usi mai (e un motivo ci sarà) e hai paura ad eliminare perché pensi che poi magari ti possano servire. Ma ti sono servite fino ad adesso? No? E allora…
  • Usare un po’ di coraggio: significa cercare di abbandonare un po’ sicurezze e comodità, e rischiare, solo poco però! Basta poco per fare già un grande cambiamento! Si comincia dal piccolo… Ce l’abbiamo tutti quella cosa che è ferma in quel cassetto da chissà quanto tempo e ogni volta che la vediamo pensiamo: “Vabbé, a stare lì che male fa? Anche se è inutile e non mi serve…” Cominciamo dalle piccole cose, prendiamo coraggio, prendiamo quella cosa e buttiamola (o regaliamola o doniamola)!
  • Fidarsi: di se stessi prima di tutto. Perché se ci si è interrogati bene e risposti sinceramente allora non c’è niente da temere e possiamo stare tranquilli. Poi se al nostro fianco abbiamo avuto un Professional Organizer che ci ha guidato, accompagnato, stimolato e supportato, fidarsi viene ancora più facile!

Come dico spesso: il disordine non è altro che il frutto di decisioni non prese.
Ecco perché il decluttering (e l’ordine che ne deriva) richiede di prendere decisioni.
Cosa tenere, cosa no, e dove metterlo.

Il decluttering che fa paura è quello senza domande e senza consapevolezza.
“Buttare via tutto” e basta, fa paura. A qualcuno fa addirittura male.
“Buttare via” non è la soluzione semplice ad una situazione di disordine per non fare fatica.
Eliminare è una scelta, frutto di una decisione, frutto di una riflessione.
Una delle risposte possibili, a volte quella giusta, a volte no. Ma bisogna farsi la domanda.

Costa fatica, lo so. Ma così non fa più paura.

 

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