C’è una cosa che bisogna dire riguardo al disordine. Lunedì scorso l’ho detta in questo post su Instagram e Facebook e ora ne parliamo più ampiamente qui. Perchè secondo me è importante chiarire questa cosa.

La mia missione è quella di aiutare le persone a sentirsi felici nelle proprie case. Perché penso che la nostra casa sia il posto in assoluto dove ci meritiamo, e direi abbiamo bisogno, di sentirci bene e contenti.
La vita là fuori ha già le sue difficoltà, le sue sfide, i piccoli o grandi fastidi, qualche disagio, per cui ritengo davvero importante per la nostra salute e il nostro benessere poterci sentire rilassati e sereni quando siamo a casa nostra.

Ecco perché nel mio lavoro mi impegno ad aiutare le persone che invece vivono la propria casa con difficoltà, vivono il disagio per il troppo disordine, non riescono a seguirla e ad occuparsi ad essa come vorrebbero e quindi non ci vivono dentro serenamente.

Quando parliamo di disordine in casa mi riferisco a quel disordine che si genera quotidianamente, ma che non trova mai un punto di reset, diciamo.
Ci sono invece dei casi in cui il disordine diventa cronico, quindi perdura da molto tempo (e per molto intendo anni), ha radici ben più profonde e incide pesantemente sulla qualità della vita. Queste sono situazioni che vanno affrontate con il giusto approccio, anche professionale. Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

Tutto dipende da te

Come ho detto provocatoriamente nel mio post: la causa e la soluzione del tuo disordine sei tu.
Che significa? Significa che per affrontare la questione è necessario partire da qui: tutto dipende da te.
Quello che funziona e quello che non funziona lo determini tu. Si chiama causatività.

Attenzione: dico “tuo” perché ognuno genera il proprio ed è responsabile del proprio, di disordine.
Non vale quindi dire che è responsabilità di qualcun altro!

Sei la causa. Perché il disordine che ti ritrovi intorno dipende dai tuoi comportamenti, dal fatto che non hai instaurato delle abitudini utili, per cui non riponi le cose al loro posto quando le hai usate, o magari perché molli le cose dove capita perché non sai dove metterle, visto che non hai assegnato loro un posto preciso.

Ma sei anche la soluzione. Perchè tutto questo lo puoi risolvere, se vuoi. Puoi prendere le decisioni che non hai preso e puoi avere dei comportamenti che adesso non hai e quindi instaurare delle nuove abitudini.
Lo devi solo desiderare. Che già non è poco.

Quindi il primo passo importante da fare è partire da questa consapevolezza e abbracciare l’idea che tutto parte da te.
Da questo primo passo comincia un meraviglioso percorso che ti porterà a trasformare le tue giornate, la tua vita e lo stato d’animo che ti genera la tua casa.

Ti sembra troppo difficile? E’ qui che entro in campo io, se vuoi.

Questo è il momento in cui scendiamo nella parte pratica e quindi, se senti di non farcela da sola, puoi essere affiancata da me. Facciamolo insieme questo percorso! Ora si tratta di agire sugli oggetti, sugli spazi e sulle abitudini.

Consideriamo i tuoi oggetti

Occuparsi del tuo disordine significa occuparsi di quello che lo compone: i tuoi oggetti. Le cose che possiedi.
Quante sono? Ti servono tutte? Sono tutte importanti alla stessa maniera per te? Sei consapevole di tutto quello che c’è in casa tua oppure ci sono cose che hai abbandonato e dimenticato? Queste sono solo alcune domande che riguardano il processo di analisi e selezione dei tuoi oggetti, il cosiddetto decluttering. Che, ribadisco, non significa “buttare via tutto” ma attribuire un significato ad ogni oggetto, facendosi le domande giuste e rispondendosi sinceramente!

L’obiettivo di questo processo è quello di fare quindi una selezione dei tuoi oggetti per individuare sì quelli che è il caso di eliminare, ma soprattutto per riconoscere quelli che per te sono più importanti, perché ti servono, ti piace possederli e ti danno gioia.

Ci occupiamo dei tuoi spazi

Dopo che avremo selezionato gli oggetti, andremo a vedere come sono collocati nello spazio.
Quello che serve è che ogni categoria di oggetti abbia la sua giusta collocazione, un suo posto assegnato. E riorganizzeremo i tuoi spazi in modo che siano comodi da vivere e rispondenti alle tue esigenze.

Lo scopo di questo lavoro è quindi quello di creare un ambiente favorevole ad un comodo utilizzo, ma anche al mantenimento di un sano ordine. Potremo accorgerci, per esempio, che basta allestire meglio la zona di ingresso in casa per evitare che la posta vada sparpagliata sulle varie superfici della cucina o per evitare di farti cercare le chiavi di casa ogni volta che devi uscire. Oppure allestire dei contenitori in soggiorno per contenere libri, riviste, copertine di pile e telecomando per rassettare il divano ogni sera.
Perché il segreto non è nel non toccare niente per non mettere in disordine, ma usare tutto senza pensieri e fare quello che vuoi, sapendo che poi un ambiente ben organizzato è facile e veloce da riordinare!

Creiamo le nuove abitudini

Questo è il momento in cui, come già detto, ci occupiamo delle nuove abitudini da creare. Dopo aver creato un ambiente favorevole intorno a te, l’obiettivo è quello di instaurare i comportamenti virtuosi per evitare di cadere preda del disordine e riuscire sempre a trovare un punto di reset da cui ripartire.
Una abitudine virtuosa da prendere potrebbe essere quella di riordinare la scrivania alla fine di ogni giornata, o piegare la biancheria e metterla al proprio posto ogni volta che è asciutta.

Il risultato a cui aspirare è l’acquisizione di comportamenti utili e pratici per sostenere e mantenere nel tempo una buona organizzazione e quindi una quotidianità semplificata, che ti faccia sentire finalmente serena.

Che te ne pare di un percorso così? Non sarebbe meraviglioso fare questo passo di cambiamento ed evoluzione?
Come vedi, non c’è una pillola miracolosa, ma un percorso da iniziare composto da tanti piccoli passi, che possono davvero portarti dove desideri.

Io ti posso dare il mio aiuto e sostenerti, ma la motivazione e il desiderio possono essere solo tuoi.

Un po’ come quando si impara ad andare in bicicletta: io ti posso tenere la sella, per evitarti di cadere finché non sei sicura e per non perdere di vista la direzione.
Ma sei tu a pedalare e a mettere in questo percorso la spinta e l‘energia che ti porteranno lontano.

Se vuoi, io ci sono. info@sarabettella.it