Sara Bettella

Professional Organizer

Qualcosa in più su di me

“In quegli anni la mia vita era molto incostante. E da lì ho imparato il valore del mio tempo…”

La mia storia

Sono nata e cresciuta a Padova, in una famiglia di cinque persone. Anche da bambina mi piaceva riordinare periodicamente la mia scrivania e già allora assaporavo la soddisfazione nel rendere il mio spazio comodo e organizzato. Sono rimasta a Padova fino alla fine dell’Università, ho conseguito infatti una laurea di primo livello in Psicologia, più precisamente in Scienze Psicologiche Cognitive e Psicobiologiche. Ero sempre quella che prestava la gomma a chi non ce l’aveva.
Dopo la laurea mi sono trasferita a Venezia (dove ho cambiato casa due volte: tre traslochi), per frequentare una scuola di Teatro. Ho quindi lavorato in teatro come attrice per sei anni con vari registi e in varie regioni. Non ho mai perso neanche una pagina del mio copione! Ho anche fondato, con due splendidi colleghi, una piccola compagnia indipendente, ovviamente io ero quella che teneva il libro dei conti.

Valori & Principi

Credo che...

…l’organizzazione sia un modo di approcciare la vita. Consiste nel prediligere la semplicità, nello scegliere di usare con consapevolezza le proprie risorse, nel distinguere ciò che conta da quello che è superfluo. Per qualcuno è una attitudine innata, per tutti gli altri è possibile imparare.

Credo...

…sia naturale e vitale preferire la serenità al nervosismo, la comodità alla scomodità, l’efficienza allo spreco, la determinazione rispetto allo smarrimento, l’armonia rispetto alla disarmonia.

Credo che...

…non si tratti di passare per perfettina e maniacale, ma di promuovere uno stile di vita che tenda al benessere e alla serenità. Perché essere organizzati e felici si può!!!

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Inoltre ho lavorato anche come aiuto-regista e insegnante di corsi di teatro. In quegli anni la mia vita era molto incostante, in alcuni periodi lavoravo magari lontano da casa anche per diverse settimane, in altri studiavo e frequentavo corsi e seminari, in altri ancora magari ero inattiva. E da lì ho imparato il valore del mio tempo. Questa vita non era fatta per me, l’ho capito solo dopo, ma la pratica teatrale mi ha segnato umanamente in modo molto significativo. Ho esplorato le mie emozioni, imparando a riconoscerle, soprattutto entrando in contatto con quelle che normalmente soffochiamo o evitiamo. Ho imparato a stare in ascolto: di me, dell’altro e dello spazio. Ho imparato a sbagliare, a sentirmi dire tante volte che quello che facevo non andava bene e che dovevo riprovarci.
Ho imparato soprattutto che dentro di noi abbiamo una potenza e una ricchezza enormi, che abbiamo il dovere di riconoscere e usare.
Successivamente mi sono trasferita a Mestre (quarto trasloco) e sono andata a vivere da sola, in un monolocale dove è stato importante imparare a sfruttare bene lo spazio! In quegli anni ho iniziato a lavorare come segretaria in una scuola di Danza e Teatro a Venezia. Dopo due anni sono entrata nel consiglio direttivo e quindi per altri tre anni, mentre l’attività teatrale è andata scemando, ho diretto la scuola insieme ad altre due fantastiche colleghe, dedicandomi quindi alla gestione di una attività in ambito culturale. Nel fare questo, la mia naturale attitudine all’organizzazione mi è stata davvero utile per rendere il mio lavoro più efficiente e preciso. In questi ultimi anni, dopo un momento di svolta, dolorosa ma determinante, ho fatto scelte importanti: ho lasciato il lavoro che facevo (per millemila motivi) mi sono sposata e sono venuta a vivere nella provincia di Treviso (quinto trasloco). Ora ho un marito meraviglioso, ho una casa che adoro e che sento mia fino in fondo e ho intrapreso il lavoro giusto per me. Mi sono potuta concedere il lusso di fermarmi e chiedermi cosa davvero volevo fare da oggi in poi, cosa sarei stata disposta a fare per tutta la vita.
La risposta l’ho trovata pensando a quali sono le mie caratteristiche naturali che possono essere utili agli altri, a quali cose mi piace davvero fare e so fare bene. La risposta l’ho trovata nell’Organizing, cioè nell’organizzazione.
Ho scelto di essere Professional Organizer, un lavoro nuovo che risponde ad una forte esigenza delle persone, che mi permette di lavorare in totale autonomia, seguendo le mie attitudini e aspirazioni, che mi spinge a studiare molto ed aggiornarmi sempre, ad evolvere come professionista e come persona, ma che soprattutto mi porta vicino alle persone per aiutarle a rendere, grazie all’organizzazione, le loro vite più serene e più soddisfacenti.

Il mio approccio

A regolamentare questa professione vi è la legge 4/2013. Come Professional Organizer sono iscritta ad APOI, Associazione Professional Organizers Italia. Io sono socia numero 138 e come tale sottoscrivo e applico questo codice etico. Per me è molto bello e sono contenta di fartelo conoscere.

Cosa non aspettarti

  • una organizzatrice di eventi, feste o matrimoni

  • una arredatrice d’interni, un architetto

  • una psicologa o psichiatra

  • una addetta alle pulizie

  • una educatrice per l’infanzia

  • una guaritrice/santona/sciamana/guru

  • una diretta discepola di Marie Kondo

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Io il caffè non lo bevo, ma davanti a un orzo lungo in tazza grande chiacchiero sempre tanto volentieri!

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